Bagno di Gong

E’ un’immersione in un massaggio sonoro armonico sacro che induce la meditazione. Il termine “Bagno” viene utilizzato perché il suo suono è particolarmente avvolgente e penetrante donando una sensazione di totale immersione a chi lo riceve.

Il Bagno di Gong

Bagno di Gong - Shanti Paath“Il salmodiare, il cantare, e la musica formano la base di tutte le pratiche spirituali e l’origine di tutte le religioni, è essenzialmente una pratica radicata nella tecnologia del suono. Di fatto, le prime pratiche yogiche descritte negli antichi testi non riguardano le posture, la respirazione e neanche la meditazione, ma il mantra ed il suono.

Questa relazione tra il suono e la coscienza è la base di tutte le pratiche yogiche. Tutte le pratiche yogiche autentiche cominciano e terminano con un suono. E’ attraverso il suono che avviene la trasfromazione della coscienza, e questo è lo scopo dello Yoga. Così, indipendentemente dal tipo di Yoga che pratichiamo o dal cammino che seguiamo, alla fine siamo tutti “yogi sonori” che trasformano loro stessi attraverso le vibrazioni ed il suono, affinché la nostra frequenza e la nostra coscienza si alleino con la corrente sonore primaria che crea tutto, lo spirito e la natura, l’energia e la materia, l’anima ed il corpo.

Gli yogi hanno fatto esperienza di questa corrente sonora che scorre attraverso l’intero universo mentre si è in meditazione profonda. Simile al fluire di un fiume cosmico, chiamano questo suono l’esperienza del “Nada”. Letteralmente traducibile come “spostare in fretta”, il Nada era come il corso d’acqua che portava il sé infinito nell’oceano del grande Sè, fondendosi nell’unione della coscienza e terminando nell’assenza di suono del Samadhi. Sebbene lo Yoga sia essenzialmente basato sul suono, la pratica del Gong Yoga usa esplicitamente il suono musicale del Gong per creare un esteso stato di meditazione spontanea e di rilassamento terapeutico che facilità il movimento del Prana (energia vitale) attraverso il corpo, per guarire e risvegliare la coscineza per la trasfromazione. Andando indietro nel tempo, si può far risalire l’uso del Gong nello Yoga e nella meditazione all’India del nord, dove veniva suonato dai maestri del Kundalini Yoga per risvegliare le facoltà intuitive e creare un trascendente stato dell’essere.

Sebbene in Occidente il Gong sia ancora intimamente associato al Kundalini Yoga, questo è fondamentalmente uno strumento di Nada Yoga, lo Yoga del Suono, alla base di tutte le pratiche yogiche e di tutte le tradizioni. Il Gong è veramente lo “strumento dello yogi”. La pratica del Gong Yoga comincia con sequenze di asana, mudra, bandha, pranayama e mantra per aprire il flusso dell’energia e creare uno stato recettivo mente-corpo per una meditazione ed un rilassamento profondi e guidati. Mentre si è in uno stato rilassato e meditativo, viene suonato il Gong per pulire il subconscio e risvegliare il praticante ad uno stato trascendente di consapevolezza. Questa è una perfetta unione di coscienze e suono….”

“Il Gong è molto semplice. E’ un sistema intervibrante. E’ il suono stesso della Creatività. Da esso provengono tutta la musica, tutti i suoni e le parole. Il suono del Gong è il nucleo della Parola. Il Gong non è uno strumento musicale, nemmeno un tamburo. Il Gong è una bella vibrazione rinforzata. E’ come un insieme di corde, come se steste suonando milioni di corde. Il Gong è l’unico strumento con il quale potete produrre questa combinazione di vibrazioni di spazio”.

Yogi Bhajan.

tratto da “Gong Yoga, guarigione e illuminazione attraverso il suono” – Mehtab Benton, Yogajap edizioni.